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A tavola con... Tutti a casa di Baba La deliziosa cucina contadina di un insolito ristorante alle porte della Capitale. Piatti della tradizione rivisitati con gusto, serviti in un ambiente originale e accogliente
UNA GIORNATA nel traffico della Capitale. E poi, in un attimo, di sera, ci si ritrova in campagna, ma a due passi dalla città. E' un sogno, o forse si è arrivati da Baba. Tra la Flaminia, la caserma e l'ippodromo, su una collina solitaria, un grande casale rosso nel verde di alberi secolari, tra uccelli e cavalli. Fuori una deliziosa costruzione campestre con un dehors fiorito dove si può prendere l'aperitivo.
Dentro un ristorante dove vi accoglie una fantastica signora tipo ritorno da Kathmandu, solare ed ilare. Non sembra, ma è un vero ristorante, enoteca e pure catering e sale per feste. Per una volta dovete essere puntuali, per passare a tavola la campanella suona alle 21 precise.
Non siete più clienti, siete ospiti, come dalla mamma. Diverse sale gradevoli e accoglienti, decorate come si deve, un bel camino e tavoli ben apparecchiati. Vi sedete e arriva la cena. Si inizia inderogabilmente con le zuppe, fredde d'estate, calde d'inverno.
Poi arrivano i primi, almeno due. Per i secondi ognuno si deve alzare, servirsi al buffet e portarselo al tavolo. Infine, i dolci che viziano per bontà ed abbondanza. Ricette a sorpresa, abbinamenti inaspettati ma senza "fusion", piatti della tradizione rivisitata e corretta secondo l'umore e l'offerta del mercato giornaliero, ma sempre tutto rigorosamente biologico.
Sembra una festa in famiglia con Baba che dirige il traffico salutando tutti come se fossero vecchi amici. La cantina , non enorme, ben scelta, non per strafare, può accontentare anche i più difficili. E alla fine quando arriva il conto, uguale per tutti, sembra più un contributo che la paga per tutto quel ben di Dio.
fonte: Alain Denis Viaggi di Repubblica |